PESCA: IL MINISTRO LOLLOBRIGIDA “PRECETTA” I PESCATORI

IN MARE ANCHE A NATALE E CAPODANNO, MA I LAVORATORI NON SONO STATI CONSULTATI 

Sulla questione denunciata dalla FLAI CGIL Nazionale attraverso il Capo dipartimento Antonio Pucillo, è intervenuto anche Mauro Baldi, della FLAI di Rovigo che organizza i lavoratori della marineria di Pila e i lavoratori impegnati nella produzione di vongole nel Delta rodigino.

Apprendiamo con stupore – dichiara Baldi- che il MASAF nella giornata del 19 dicembre ha deciso, su richiesta delle parti datoriali, di prolungare le giornate in deroga per l’attività di pesca aggiungendo il 24 e il 31 dicembre. 

Insomma, i lavoratori della pesca con Decreto ministeriale dovranno lavorare anche a ridosso di Natale e Capodanno, senza che nessuno abbia chiesto la loro opinione. 

A differenza di quanto viene indicato sul decreto ci teniamo a precisare con fermezza che la FLAI CGIL non ha mai dato parere favorevole a questa decisione, né mai avrebbe potuto farlo in quanto non è stata interpellata dal Ministero.  

La domanda che ci poniamo è: chi ha autorizzato il Ministero a citarci? Questione che accerteremo nelle sedi opportune.

Eppure di cose ne avremmo da dire – sottolinea Baldi – a cominciare per esempio, dal mancato riconoscimento dell’ammortizzatore CISOA pesca, che di sicuro aiuterebbe questo settore importante ma in crisi.  Invece da anni non se ne parla, come non si vuole affrontare il tema del fermo pesca. Non è più pensabile indennizzare una giornata di lavoro di un pescatore con 20,60 euro o si pensa di risolvere questi problemi pescando a Natale e Capodanno? 

Inoltre, – aggiunge il Segretario – ricordiamo che questo Ministero ha proposto di ridurre nella prossima Legge di Bilancio 2024 l’indennità giornaliera di malattia dall’attuale 75% al 60%, una misura peggiorativa che acuisce le difficoltà per chi può contare solo su questo sostegno nei momenti di inabilità per malattia. Se a tutte le difficoltà del settore – prosegue Baldi – aggiungiamo l’assenza di alcune tutele già esigibili in altri settori produttivi, come ad esempio, il riconoscimento delle malattie professionali, il lavoro usurante e, non per ultimo, l’assenza di un ammortizzatore sociale strutturato (CISOA), tutti questi fattori negativi rendono il mestiere del pescatore uno tra i meno tutelati ed ancor di più meno attraenti, soprattutto verso i giovani. 

Ad aggravare la situazione, se guardiamo al nostro territorio, – il segretario si domanda retoricamente -esiste o no un problema legato alla distruzione delle vongole da parte del granchio blu? Se da una parte si ipotizzano, anche se ad oggi solo a parole ristori alle imprese perché non ci sono più vongole da pescare, perché dall’altra si danno più giorni per pescarle?  Delle due l’una, la contraddizione è evidente.  Qui le migliaia di partite IVA del Delta del Po, ancora non hanno visto un centesimo di aiuto: lavoratori, famiglie e imprese che per l’invasione del granchio blu stanno perdendo tutto e che dopo mesi di richieste ed incontri al Ministero non hanno ancora avuto nessuna risposta alla sacrosanta richiesta di uno stato di emergenza. Emergenza che a breve diventerà sociale in tutto il Delta. 

Considerato tutto ciò, la FLAI CGIL chiede al Ministro Lollobrigida di attivarsi velocemente nell’adottare un decreto di emergenza che sia d’aiuto a risollevare il territorio del Delta. E infine vista la decisione assunta unilateralmente, di informare i lavoratori entro quando dovranno recuperare la giornata di lavoro, termine che non viene indicato, e di verificare che ciò avvenga realmente. 

Invece di continuare ad infierire sulle lavoratrici e sui lavoratori della pesca e dell’acquacoltura – conclude il Segretario della FLAI di Rovigo – con espedienti illogici e incomprensibili, come lavorare la notte di Natale ed a Capodanno, si facciano provvedimenti ministeriali logici ed a favore di queste persone, al fine di fargli trascorrere in tranquillità con la propria famiglia le Festività Natalizie. Dopo tutta questa serie di problematiche e di normative elencate, che vanno notevolmente a peggiorare la condizioni economiche e lavorative di chi opera in questi settori mi viene un dubbio: Per caso il Ministro Francesco Lollobrigida è allergico al pesce ed ai mitili?  Potremmo azzardare questa ipotesi per così tanto accanimento! 

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