MOLLUSCHICOLTURA: SOFFOCCA LA SACCA DI SCARDOVARI, A RISCHIO 1500 POSTI DI LAVORO NEL BASSO POLESINE

La denuncia di Mauro Baldi Segretario Generale della FLAI CGIL polesana: A rischio l’economia di un territorio fragilissimo e senza altre prospettive

E’ sotto gli occhi di tutti coloro che frequentano il Delta l’invasione di macro-alghe nella Sacca di Scardovari, con la conseguente moria di cozze e vongole.

Ciò sta mettendo sempre più a rischio l’economia di 1500 lavoratori che operano in questa zona e dirò di più, rischia di mettere in difficoltà anche il turismo locale visto l’insopportabile fetore di pesce morto che arriva dalla Sacca.

Se non bastasse questo, che inevitabilmente porterebbe a perdite di posti di lavoro, si sta rischiando un enorme disastro ambientale ormai in tutte le lagune del Delta.

Circa un anno fa la Flai Cgil Di Rovigo, sulla stampa locale, elencò gli stessi problemi alla Regione Veneto, al Presidente Zaia ed all’assessore Corazzari e “purtroppo ancora oggi  – commenta Mauro Baldi, segretario generale della Flai/Cgil di Rovigo settore Pesca  – dobbiamo constatare che siamo ancora al punto di partenza e con l’ennesimo grido d’allarme dei pescatori che chiedono ancora una volta alle istituzioni regionali e locali interventi immediati e straordinari.

Credo sia giunto il momento per tutte le Istituzioni pubbliche di dare un riscontro tangibile alle tante parole dette ed ai pochi lavori svolti in questi anni”.

“Per quanto riguarda la pesca non siamo messi meglio – spiega Mauro Baldi – a Pila si può riscontrare ancora oggi il perenne problema di difficoltà e di pericolo nell’uscita delle imbarcazioni dalla bocca di Porto di Barbamarco.

Se non bastasse, in questi mesi si è aggiunta una ulteriore forte preoccupazione, che riguarda le misure che la Commissione Europea ha presentato lo scorso 21 febbraio, misure che minacciano seriamente la sopravvivenza della pesca a strascico e che messe in atto porterebbero all’eliminazione graduale della stessa entro il 2030

Un tipo di pesca che a Pila coinvolge moltissime imbarcazioni e lavoratori e che inevitabilmente comporterebbe un ulteriore schiaffo ad un settore già di per sé in difficoltà dopo gli anni della pandemia, di rincari del carburante ed all’inflazione derivata da una forte speculazione finanziaria.

A fronte di tutto  questo, le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e delle imprese hanno chiesto, in vista dei prossimi appuntamenti europei un incontro urgente al Ministro Lollobrigida, prospettando anche una grande giornata di mobilitazione nazionale, per dare una forte risonanza alla nostra protesta in difesa dei pescatori e del futuro della pesca ed oserei dire anche dei consumatori che rischiano nei prossimi anni di trovare sulle tavole prevalentemente pesce in arrivo da altri paesi europei a discapito del nostro pesce fresco”.

Nonostante sia stata rivolta molta attenzione alle cause di questi eventi durante le riunioni della commissione lagune, la mancanza di interventi di vivificazione delle stesse rimane una questione irrisolta.

In più occasioni, sono state avanzate richieste agli uffici regionali veneti e agli assessori regionali e comunali per chiarire lo stato dei progetti e dei finanziamenti allocati per la vivificazione delle lagune. Nonostante le numerose promesse, da mesi, se non anni, si registra un silenzio assordante” affermano gli operatori.

sacca di scardovari
Prodotti dop: la cozza della Sacca di Scardovari
Sacca di Scardovari | JuzaPhoto

” I FATTI”:

Il 2022 ha visto un modesto numero di interventi, che hanno avuto perlopiù effetti negativi. I canali si sono interrati e le bocche di porto sono state ostruite dalla sabbia portata dalle mareggiate, ora aggravate dalla presenza delle alghe. La proliferazione delle alghe richiede interventi straordinari e comporta ingenti investimenti per prevenire la perdita della produzione di vongole.

È fondamentale sottolineare l’importanza delle opere di contenimento, come le dighe a Caleri e alla Foce del Po di Levante, che sono rimaste incomplete. Tali strutture sono essenziali per prevenire l’ingresso della sabbia nelle lagune durante le mareggiate.

La Regione ha espresso la disponibilità a considerare proposte dai settori interessati, inclusi gli allevatori. Nonostante gli allevatori possano offrire suggerimenti basati sulla loro profonda conoscenza degli ambienti lagunari, la progettazione e la gestione delle opere dovrebbero rimanere di competenza del Consorzio di Bonifica Delta Po Adige, ente che ha già dimostrato la sua efficacia nei lavori di vivificazione delle lagune e che ha già proposte progettuali pronte ed efficaci.

Per assicurare un uso responsabile dei fondi pubblici e per sostenere lo sviluppo sostenibile del settore, la Regione deve rispondere prontamente alle preoccupazioni e alle esigenze qui esposte. È urgente agire per garantire la sopravvivenza dell’acquacoltura nella zona del Basso Polesine, proteggendo così posti di lavoro e settori economici interconnessi” comunicano gli operatori economici interessati all’allevamento dei molluschi nelle aree lagunari.

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