EMERGENZA GRANCHIO BLU NELLE VALLI LAGUNARI DEL POLESINE

LA RISTORAZIONE È SOLO UN PALLIATIVO

La FLAI CGIL di Rovigo condivide quanto evidenziato dal presidente del Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine Luigino Marchesini e dal Sindaco Pizzoli e dall’Assessore Bertaggia del comune di Porto Tolle sul tema granchio blu.

I quintali pescati ogni giorno non saranno mai sufficienti ad estirpare questa razza aliena che sta distruggendo semine e raccolte di vongole e cozze nelle lagune e nella sacca di Scardovari e che rischia a breve di togliere al territorio una importante economia e conseguentemente la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Da settimane sul Delta del Po si è acceso un grande faro sulla questione granchio blu e la sua commercializzazione alimentare, ma si tratta di una soluzione tampone e non a medio e lungo termine ed è per questo motivo che la FLAI CGIL è da giorni in contatto con il ricercatore e biologo marino Roberto Odorico.

Biologo che già un anno fa, assieme alla FLAI CGIL ed ALPAA a fronte dell’invasione di meduse nell’Adriatico a Chioggia aveva posto una serie di soluzioni che andavano dall’uso commestibile all’uso cosmetico e sanitario del collagene estratto da questa razza aliena.

Ristorazione e stanziamenti regionali e governativi non sono da sottovalutare ma serve altro, maggiore capacità di pesca con nasse di grosso volume e successivamente, per esempio attraverso l’uso del carapace che contiene chitina.

Chitina, una sostanza molto ricercata che estratta può essere usata dalle case farmaceutiche, serve quindi, anche se a lungo termine, organizzare una filiera che parta dal territorio e che veda coinvolti tutti gli attori, dalla politica alle organizzazioni sindacali datoriali e dei lavoratori.

Questi sono solo degli esempi che dimostrano che non è solo con la ristorazione che si può risolvere il problema.

Bisogna però ammettere che, se questa razza aliena è arrivata sul Delta ciò è dovuto anche alla poca manutenzione delle lagune e della Sacca di Scardovari, problemi mai risolti e che si sono accentuati negli ultimi anni con i repentini cambiamenti climatici avvenuti, dall’innalzamento della temperatura dell’acqua all’aumento del cuneo salino.

Tutto ciò ha fatto si che le specie autoctone se ne andassero in habitat migliori per lasciare spazio a specie aliene come il granchio blu.

Pertanto, si rende assolutamente necessario, se si vuole mantenere viva una economia così importante per il Delta, affrontare non solo l’imminente problema del granchio blu, che in un prossimo futuro potrebbe esse altri, ma iniziare a fare la necessaria manutenzione del territorio, come ormai da anni la FLAI CGIL di Rovigo ha sempre evidenziato. Solo così, ripristinando un habitat favorevole si potrà ritornare a gustare sulle nostre tavole le prelibatezze che solo il Delta ha saputo e saprà offrire.

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