CCNL INDUSTRIA E COOPERAZIONE ALIMENTARE, APPROVATE LE PIATTAFORME

Il via libera a Roma degli oltre 700 delegati dell’assemblea nazionale di Fai, Flai e Uila. I dettagli delle richieste sindacali

Il 30 e 31 maggio a Roma gli oltre 700 delegati dell’assemblea nazionale di Fai, Flai e Uila hanno approvato le piattaforme di rinnovo dei Ccnl industria e cooperazione alimentare, in scadenza il prossimo 30 novembre e che interessano oltre 450 mila lavoratrici e lavoratori. Termina così un percorso di consultazione che ha visto il coinvolgimento di oltre 150 mila addetti in 10 mila aziende del settore.  

Sul versante economico è stata confermata una proposta di incremento salariale importante, adeguata al contesto economico: 300 euro nel quadriennio oltre alla richiesta di recuperare il potere d’acquisto perso nel periodo di vigenza dell’ultimo Ccnl per il picco inflattivo e un deciso rafforzamento del sistema di welfare nazionale. Riconfermando infatti le strutture salariali dei Ccnl in scadenza, sono stati chiesti 230 euro, a parametro 137, di aumento sul Tem; 70 euro sullo Iar (Incremento aggiuntivo della retribuzione) per consentire a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori di beneficiare delle eccezionali performance che il settore alimentare nel suo complesso ha realizzato e sta realizzando; 40 euro di aumento per il Trattamento economico per mancata contrattazione di secondo livello.

Centrale la richiesta di riduzione dell’orario di lavoro settimanale da 40 a 36 ore, a parità di salario, per rispondere alle sfide del lavoro e della società che cambiano. Così come quella di contrastare la precarietà e limitare il ricorso alla somministrazione sia a tempo determinato che indeterminato.

Le piattaforme mirano, inoltre, a rendere il sistema di relazioni sindacali maggiormente partecipativo e continuativo, e rafforzare le tutele presenti nel settore per rispondere alle sfide delle innovazioni, della digitalizzazione e della competitività globale, a partire dalla revisione del sistema di classificazione nazionale, realizzando anche una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, incrementando, al contempo, la salute e sicurezza in azienda e valorizzando lo strumento della formazione. Tutto questo tenendo presenti i temi emergenti come la sostenibilità ambientale, che va sempre coniugata con quella economica e sociale.

In tema di appalti, infine, si chiede di aumentare le attività non appaltabili, rafforzare le tutele in caso di cambio di appalto, potenziare la comunità di sito e individuare strumenti contrattuali utili a reinternalizzare e ricomprendere nel ccnl tutti quei lavoratori che svolgono la loro attività in maniera continuativa all’interno dello stesso sito.

Giovanni Mininni, Segretario Generale della FLAI CGIL

 “Abbiamo raggiunto un traguardo molto importante – tira le somme Giovanni Mininni, Segretario Generale della Flai Cgil – frutto del lavoro di delegate e delegati che hanno messo a disposizione la loro fatica, passione, dedizione in questi mesi di confronto, dibattito, votazioni”. “In un momento come questo – aggiunge – con l’inflazione ancora fuori controllo, nonostante le rassicurazioni delle banche centrali, l’adeguamento dei salari all’aumento del costo della vita è un obbligo ineludibile. Parliamo di un settore che porta ogni anno 50 miliardi di euro di ricchezza al paese, grazie all’impegno quotidiano delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori, che devono essere rispettati e tratti con dignità”. Per Mininni “non è possibile accettare la precarietà che impedisce a tante e tanti giovani di costruirsi un progetto di vita. La digitalizzazione sempre più accentuata nelle fabbriche ripropone con forza il tema della conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di vita, non possiamo farci trovare impreparati di fronte a un progresso tecnologico che deve essere governato”. “La piattaforma approvata unitariamente è ambiziosa, e all’altezza dei problemi del presente – conclude Mininni – ora si tratterà di applicarla in ogni azienda, nessuna esclusa”. Si torna a casa, da un capo all’altro della penisola, con la consapevolezza che l’unione fa la forza, con l’orgoglio operaio di chi ha saputo contrattare nelle diecimila aziende del settore con discussioni approfondite e senza lasciare zone d’ombra. Anche questo è il cuore pulsante dell’Italia che lavora e che produce generi di primissima qualità, apprezzati ai quattro angoli del pianeta.   

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