AGRICOLTURA SI…CURA

FLAI-CGIL INSIEME AI COMITATI DI MARCIA STOP PESTICIDI, ISDE E LEGAMBIENTE PER CAMBIARE MODELLO DI SVILUPPO IN AGRICOLTURA E PER LA SOSTENIBILITA AMBIENTALE ED ECOLOGICA.

Sabato 23 marzo a Santa Lucia di Piave presso il Palacastanet alle ore 16.00 si svolgerà una importante iniziativa di carattere nazionale dove si discuterà degli effetti nocivi per l’ambiente e per i cittadini dell’uso intensivo e deregolamentato dei pesticidi in agricoltura. Sarà l’occasione per evidenziare la situazione del territorio trevigiano e veneto, dove la monocoltura industriale della vite per la produzione del Prosecco, ha deturpato irrimediabilmente il territorio, la sua biodiversità emettendo a repentaglio la salute dei cittadini e dei lavoratori che operano nei nei campi di raccolta. L’uso intensivo e oltre misura di pesticidi e sostanze chimiche per aumentare la resa delle produzioni agricole, autorevoli studi di ricerca internazionali e italiani come ISDE ci rivelano che le conseguenze per la salute pubblica dei cittadini che vivono e lavorano in questi luoghi, spesso in abitazioni a ridosso delle colture irrorate da sostanze chimiche, sono devastanti dal punto di vista neurologico, respiratorio e alterandone persino il DNA di chi è costretto a vivere, respirare e lavorare a stretto contatto con queste sostanze altamente nocive.

Se ne discuterà con la dottoressa Fiorella Belpoggi del comitato scientifico di ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente), Stefano Ciafani Presidente di Legambiente nazionale, e Giovanni Mininni Segretario Generale nazionale della FLAI CGIL. Tra gli ospiti interverranno i Consiglieri regionali Cristina Guarda e Andrea Zanoni, in prima fila per questa battaglia dentro e fuori il Consiglio regionale del Veneto, e i Delegati dei vari Comitati territoriali.

L’agricoltura intensiva, basata sull’utilizzo a oltranza di agenti chimici per massimizzare la produttività dei terreni, ora si rivela essere un macro-fattore di inquinamento per acqua, aria e suolo, oltre che una fonte attiva di accumulo di gas a effetto serra che determina il riscaldamento globale. I fertilizzanti e i pesticidi, componenti strutturali del modello agricolo intensivo, non solo danneggiano irrimediabilmente gli ecosistemi, impoveriscono il suolo e contaminano le falde idriche, ma espongono anche i cittadini, le lavoratrici e i lavoratori a gravi rischi per la salute. L’inalazione di liquidi e solidi aerodispersi e la deposizione dei residui chimici sulla cute sono solo alcuni esempi delle situazioni potenzialmente pericolose a cui vanno quotidianamente incontro le donne e gli uomini impegnati nella nostra economia primaria. La stessa informazione/formazione sui rischi è dovuta ed esigibile, ma per una parte rilevante della manodopera delle filiere agroalimentari si tratta di un istituto evanescente. Il problema è da rintracciarsi a monte, nella politica agricola. Ne dà la misura l’acceso dibattito sulla possibile proroga decennale all’utilizzo del glifosato da parte della Commissione Ue. Molti studi lo segnalano come causa di potenziali effetti nocivi, tra cui l’insorgenza di forme tumorali, neurotossicità, disturbi del microbioma e altre patologie. La Carta costituzionale è cogente: nessuna attività economica può essere svolta in modo da arrecare pregiudizio alla salute delle donne e degli uomini che la sorreggono con il proprio lavoro. Anche la Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE è tassativa, sancendo il “diritto a condizioni di lavoro sane, sicure”. Eppure, l’esperienza concreta ci consegna un quadro elusivo, con tante realtà produttive che scelgono di non ottemperare, determinando diffuse sofferenze. Il Quaderno, AGRICOLTURA SI…CURA è un compendio che ha lo scopo di inquadrare la necessità di una drastica riduzione dell’utilizzo di fitofarmaci in agricoltura allo scopo di mettere al sicuro la salute e la sicurezza dei cittadini e delle donne e degli uomini che lavorano a stretto contatto con gli agenti chimici in generale e i pesticidi in particolare. Coscienti che vivere e lavorare in un ambiente pulito, sano e sostenibile – come sancito dall’Assemblea dell’Onu – rappresenta un diritto umano universale.

UN ALTRO MODELLO DI SVILUPPO ECONOMICI E SOCIALE É POSSIBILE PERCHÈ “NON CI PUÒ ESSERE SALUTE NÈ GIUSTIZIA SOCIALE IN UN AMBIENTE MALATO”

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